Lettere dal carcere
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Lettere dal carcere   

11/10/2020 


L' 8 novembre 1926 Antonio Gramsci fu arrestato a Roma e rinchiuso a Regina Coeli. La sua destinazione, dopo la condanna pronunciata nel giugno del 1928,  fu il carcere di Turi dove trascorse il periodo più lungo, ma  nei sette anni di prigionia  transitò in diversi penitenziari italiani:a San Vittore, all’Ucciardone di Palermo e a Civitavecchia , ultima tappa prima di essere trasferito in libertà condizionata nella clinica Cusumano di Formia dove resterà fino a sei  giorni prima della morte avventuta il 27 aprile1937.
Nel corso di questo decennio Gramsci oltre, ai 33 quaderni,  scriverà centinaia di lettere In gran parte alla cognata Tatiana, alla  moglie e alla madre.
La lunga e travagliata  opera di ricomposizione di uno straordinaria testimonianza umana e politica, avviata da Palmiro Togliatti, portò a una prima edizione nel 1947.Le 218 lettere ritrovate, dalla censura carceraria private delle parti politiche ma anche di parti in cui Gramsci esprimeva critiche a scelte di compagni di partito, furono pubblicate da Einaudi.
Negli anni che seguirono proseguì il recupero del materiale.  La seconda edizione, del 1965, conteneva 428 lettere, 119 inedite e altre che si erano state trovate ma escluse dal primo volume per vari motivi, non ultimo quello di proteggere aspetti privati della vita e della malattia del loro autore.
Si ha motivo di ritenere che quest’ultima raccolta, pubblicata dallo storico editore Einaudi, con le sue 489 lettere sia la definitiva. Curata da Francesco Giasi, autore anche dell’introduzione,contiene una vasta appendice con cronologia e schede biografiche.(f.g)