Il DAP autorizza le sigarette elettroniche nelle carceri, ma solo quelle non ricaricabili
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Il DAP autorizza le sigarette elettroniche nelle carceri, ma solo quelle non ricaricabili  

15/12/2016 


Sì alla sigaretta elettronica in carcere ma solo se il modello è monouso e dunque non ricaricabile e se acquistata tramite sopravvitto, cioè in aggiunta alla normale razione di cibo. Non potrà dunque essere consegnata al detenuto direttamente dai familiari. Le indicazioni sono contenute in una lettera circolare agli istituti diramata dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo lo scorso 7 dicembre.

Le direttive hanno tenuto conto del parere fornito dal Ministero della Salute che ha precisato la liceità dell'uso della sigaretta elettronica - con o senza nicotina - nei locali pubblici o aperti al pubblico o nei pubblici uffici. La circolare, si legge in una nota del Dap, fornisce chiarimenti a seguito delle numerose istanze presentate da detenuti fumatori.

Le direttive inoltre, prosegue il comunicato, saranno puntualmente e tempestivamente aggiornate a seguito di eventuali modifiche delle norme vigenti in materia o per mutate evidenze scientifiche sull'uso della sigaretta elettronica. Santi Consolo ha evidenziato il ruolo propositivo avuto da Rita Bernardini nel rappresentare al Dipartimento l'avvio della sperimentazione del "vaping" negli istituti penitenziari, in alternativa all'uso della sigaretta tradizionale con evidenti vantaggi per la salute sia dei fumatori che dei non fumatori.

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