Entra in carcere a 17 anni. Dopo 30 ne esce cambiato per la sua seconda opportunità
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Entra in carcere a 17 anni. Dopo 30 ne esce cambiato per la sua seconda opportunità  

01/09/2018 


Quanti sono 47 anni? Tantissimi, se ne hai passati quasi trenta in carcere. Ma pochi, se hai voglia di ricominciare da capo. Giuseppe Foscherini di anni ne ha appunto 47. E la sua, è una storia di mafia, e di voglia di cambiamento.

Giuseppe non è ancora maggiorenne quando si affilia a una cosca mafiosa. E non ha ancora 18 anni quando entra in carcere per la prima volta. Rapine, estorsioni e non solo. La sua è la storia di un ragazzo arrestato davanti agli occhi increduli del padre: «I miei genitori non mi credevano capace di tanto. Si erano costruiti un “castello” mentale su chi ero, su cosa facevo, su cosa desideravo dalla vita. Me ne rendevo conto, e volevo infrangerlo» racconta. Da Spoleto a Rossano Calabro al carcere di Opera, la storia di Giuseppe è una storia di detenzione ma non solo.

Gli ultimi tredici anni, Giuseppe Pino Foscherini, li ha passati in regime di 41 bis, quello riservato a chi come lui è stato condannato per reati di tipo mafioso. Il suo primo permesso premio in 22 anni l’ha avuto per partecipare a uno spettacolo al teatro degli Arcimboldi. E insieme al teatro, ha scoperto il buddismo. L’arte e la religione, racconta oggi, lo hanno cambiato: «Mi guardo allo specchio e decido di voler essere una brava persona» ci racconta. Quando gli viene accordato il regime di semilibertà, viene ospitato negli alloggi della cooperativa sociale Fuoriluoghi. Lì, si mette a lavorare, tanto che da settembre, da quando ha finito di scontare la sua pena, è assunto come dipendente dalla cooperativa. «In otto mesi sono riuscito a diventare autonomo: ho una casa, un lavoro, la patente. Con l’aiuto di mio figlio sono anche riuscito a comprare la macchina» ci racconta.

Sì, perché Pino, 47 anni e 30 passati in carcere, è anche un padre. Ed è per suo figlio che oggi ci racconta la sua storia. Perché non rifaccia mai i suoi errori. E perché sappia che suo padre oggi è un uomo diverso. Un uomo che rinasce a quasi cinquant’anni. E che sogna di aprire un casolare, che diventi un luogo aperto di preghiera.

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