Detenuto si suicida nel carcere di Velletri. Era arrivato da pochi giorni
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Detenuto si suicida nel carcere di Velletri. Era arrivato da pochi giorni  

05/11/2018 


Due morti in un giorno nel carcere di Velletri. La denuncia è del Sindacato Ugl Polizia Penitenziaria. Dopo il decesso del detenuto Italiano 50 enne, originario di Napoli, morto nella notte tra sabato 3 e domenica 4 del mese di novembre 2018 per un malore. Nella serata di ieri un altro giovane detenuto Italiano si è tolto la vita impiccandosi con una corda ( ricavata dai lenzuoli) legata alle sbarre della finestra della propria cella. Tempestivi sono stati i soccorsi dei sanitari del Penitenziario, che hanno immediatamente messo in atto ogni mezzo di rianimazione per cercare di salvargli la vita, ma purtroppo per il 33enne è stato inutile, il detenuto è deceduto quasi sul colpo.

A darne notizia è il sindacalista dell' Ugl Polizia Penitenziaria Carmine Olanda, coordinatore regionale del sindacato, che pochi giorni fa aveva denunciato alcuni disordini creati da un detenuto tunisino che per motivi insensati ha prima distrutto la propria cella per poi procurarsi numerosi tagli su tutto il corpo con una lametta da barba. E il decesso di un altro detenuto 50 enne Italiano, morto a causa di un malore ieri.

«Il giovane detenuto che ha deciso di togliersi la vita impiccandosi – commenta Olanda – era ristretto nel reparto isolamento da pochi giorni perché in attesa di posto in altra sanzione detentiva. Dal primo momento del suo ingresso nel penitenziario ha sempre mostrato avere un comportamento arrogante e poco collaborativo. Non si conoscono le ragioni del brutto gesto messo in atto che gli ha costato la vita. Sono giunti sul posto il magistrato di sorveglianza, il comandante e il direttore per gli accertamenti del caso. Negli ultimi tempi, i casi di aggressione e di autolesionismo sono aumentati in tutti i Penitenziari. La Polizia Penitenziaria sta arrivando al capolinea, la carenza cronica di personale legata ad ogni figura professionale, sta cominciando a farsi sentire. E’ giunta l’ora che le Istituzioni – continua Olanda – devono dirci cosa devono essere le carceri oggi, se un Istituto di pena, un ospedale a lunga degenza o l’ anarchia totale. Se la Polizia Penitenziaria deve indossare una divisa oppure un camice bianco per fare anche da infermieri, medici e psichiatri . Siamo stanchi – conclude il sindacalista – il Poliziotto delle Penitenziaria deve essere tale, non può essere visto dai detenuti come un semplice operatore. Continueremo a denunciare tutte le ingiustizie e soprattutto vigileremo sulla prossima apertura del nuovo Repartino Psichiatrico presso il carcere, che dovrebbe ospitare alcuni detenuti con varie patologie di natura Psichiatrica, che andranno ad aggravare certe situazioni pregresse, a cui anche la Asl Roma 6 non ha mai prestato ascolto, non mandando personale specializzato a sufficienza e h24. Vigileremo, al fine di evitare che questa tipologia di detenuti vengono lasciati alla sola gestione della Polizia Penitenziaria, - che presumibilmente pensiamo che avvenga ogni giorno dopo le ore 14 -, quando il medico Psichiatra e l’ infermiere addetti al Reparto, mettono fine al proprio turno di servizio e di conseguenza lasciare i detenuti alle cure del solo medico di guardia di turno. Occorrono provvedimenti immediati, prima che le carceri - diventati oramai delle vere polveriere – esplodano improvvisamente, per questo abbiamo più volte scritto al ministro evidenziando le problematiche e chiedendo l'invio di forze nuove».

ilmessaggero.it