Carcere di Messina: padiglione inagibile, detenuti trasferiti. Una parte era stata ristrutturata nel 2016
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Carcere di Messina: padiglione inagibile, detenuti trasferiti. Una parte era stata ristrutturata nel 2016  

29/04/2019 


Una parte del carcere di Gazzi a Messina non è agibile, e per motivi di sicurezza è stato necessario trasferire i detenuti che la occupavano. E’ successo due giorni fa, dopo alcuni episodi dei giorni scorsi, con cadute di calcinacci: a seguito di controlli effettuati alla fine della scorsa settimana ci si è accorti che alcuni padiglioni della casa circondariale di Gazzi presentavano grosse lacune strutturali tali da rendere inagibili le aree interessate. Il ministero dell’Interno, quindi, ha disposto il trasferimento in altre carceri dei detenuti, per motivi precauzionali.

Non è chiaro quanti siano i carcerati trasferiti in altre sedi, e un numero ufficiale non è stato diramato, ma i familiari di alcuni detenuti sostengono possano trattarsi di parecchie decine. Attualmente, il carcere di Gazzi può contenerne 350 a regime con tutte le sezioni aperte, ma attualmente dovrebbe ospitare circa 270 persone: è il numero fornito dalla senatrice del Movimento 5 stelle Grazia D’Angelo e dalla consigliera comunale Cristina Cannistrà nell’interrogazione dell’8 novembre, in cui la parlamentare pentastellata aveva presentato al Governo un quesito sulla situazione della pianta organica della polizia penitenziaria e del personale civile della casa circondariale di Messina, registrando una grave carenza di organico, soprattutto tra i funzionari giuridico pedagogici.

Nonostante risalga alla fine anni’50, recentemente molti reparti sono stati ristrutturati: l’associazione Antigone, che si occupa di diritti e garanzia del sistema penale, aveva addirittura scritto, in occasione della visita effettuata ad agosto del 2016, che “L’edificio presenta condizioni generali piuttosto buone“, e “La struttura, rispetto ad alcuni anni fa, ha subito degli interventi di manutenzione che l’hanno resa meno vetusta e più vivibile”. Buona parte dei lavori, terminati a fine 2016, sono stati effettuati grazie a finanziamenti del Fondo cassa delle Ammende e quasi totalmente realizzati con sola manodopera fornita da quattro detenuti, si legge nella scheda del carcere.

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