Apac, le carceri brasiliane autogestite dai detenuti dove si abbassa la recidiva
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Apac, le carceri brasiliane autogestite dai detenuti dove si abbassa la recidiva  

31/10/2016 


Dopo le iniziali resistenze del Governo e del sistema giudiziario brasiliani, le strutture sono diventate oggi 147 in Brasile, per una popolazione di oltre 3500 recuperandi, in un Paese che conta 600.000 detenuti e un tasso di recidiva di 20 punti percentuali in più della media mondiale. <<Oggi il metodo APAC è stato replicato in diverse città ed è attualmente testato in 22 paesi – conclude Ferreira – a dimostrazione del fatto che si sta lentamente sgretolando il preconcetto per cui un detenuto debba necessariamente soffrire violenze, abusi e degrado o debba morire. Un detenuto realmente riformato è un successo per l’intera società e nessuno è irrecuperabile>>.

Il metodo APAC parte dal riconoscimento di aver commesso un errore e dalla decisione di cambiare per essere poi inseriti in un sistema basato sull’autodisciplina, sulla fiducia e sul rispetto. Nelle APAC, con l’aiuto di psicologi, operatori sociali e formatori i detenuti studiano e lavorano, aiutandosi a vicenda. Il metodo punta su: coinvolgimento della famiglia del detenuto, partecipazione della comunità esterna alla struttura, attenzione alla salute e possibilità di coltivare la dimensione religiosa. Lo scopo finale è di offrire al condannato le condizioni per pagare il suo debito con la giustizia e contestualmente recuperare se stesso.

La mostra di Marina Lorusso è ospitata nello spazio Thetis all’Arsenale Nord di Venezia come parte integrante di Gangcity, progetto internazionale di ricerca sulle soluzioni al problema del degrado sociale connesso al degrado degli spazi.

Ansa