Psicoterapia
Quando soffriamo, abbiamo un problema o un tema ricorrente da affrontare e non troviamo da soli una soluzione, abbiamo una risorsa: cercare aiuto.
Non amo particolarmente la parola psicoterapia: mi sembra poco adatta alla snellezza e all’agilità che caratterizzano i percorsi terapeutici odierni, di modello olistico e basati sulla presenza.
Dalla mia esperienza, essi , riguardo ad efficacia e profondità rappresentano un’evoluzione rispetto ai percorsi di stampo analitico-interpretativo che hanno avuto origine e diffusione nel secolo scorso.
La guarigione è una trasformazione che accade attraverso la consapevolezza ed il cambiamento di alcuni meccanismi ripetitivi o blocchi che ci mantengono nella sofferenza.
È un cambio di schema, a partire da piccole cose, ma che agisce e si propaga nel profondo.
Terapia è essere “aiutati ad aiutarsi” per riconnetterci con il nostro sapere profondo al quale momentaneamente non abbiamo accesso e che solo apparentemente abbiamo dimenticato.
Per quanto ho osservato, è sostanzialmente un aiuto a percorrere la propria strada verso il bene, e ritrovare il progetto della propria anima.
Il terapeuta non ha a priori una soluzione in tasca, non sa più cose riguardo a noi di quante nel profondo ne sappiamo noi stessi: è una persona presente a sè , che si mette al nostro servizio ed in sintonia con noi.
Ci può aiutare a riconnettere con il nostro sè profondo che sa sempre come ritrovare la strada verso la guarigione.
La terapia è un incontro, una relazione creativa , in cui si fa insieme un tratto del percorso di vita.
Ogni persona è unica e mi piace accompagnarla creativamente, un po’ come un’artigiana, mettendomi a servizio ed utilizzando di volta in volta gli strumenti, le modalità e le risorse personali e professionali che ho a disposizione: l’approccio della Terapia Gestalt, l’approccio sistemico delle Costellazioni Familiari,la pratica della Meditazione e della Presenza, la danza, la mia approfondita esperienza nelle discipline corporee e, fondamentalmente la mia esperienza femminile, affettiva, relazionale e familiare.
Ultimamente incoraggio le persone a fare amicizia con il proprio sistema nervoso, attraverso l’approccio del sistema polivagale.
Ho imparato a prendermi molta cura della paura poiché mii sono resa conto che la maggior parte della sofferenza e delle difficoltà che impediscono alle persone di stare bene, dipende da essa: spesso e soprattutto quando non ne siamo consapevoli la paura governa la nostra vita e ci impedisce di amare.
Mi sono resa conto che questo è l’aspetto più profondo dal quale partire per poi elaborare tutto quello che crediamo siano i nostri problemi. Non possiamo prescindere dalla paura, poiché essa invade il nostro sistema nervoso, che è alla base delle nostre emozioni e dei nostri pensieri e quindi delle nostre azioni e dei conflitti che poi ci ritroviamo ad avere.
È inutile cambiare i nostri comportamenti e analizzare i nostri conflitti se prima non ci occupiamo della fisiologia della paura.
Il sistema nervoso ascolta per conto proprio quello che c’è nel mondo. E fa la sua valutazione.
Funziona a servizio della nostra sicurezza.
Non scegliamo noi, è la biologia a scegliere per tenerci al sicuro.
A volte non sappiamo nemmeno di avere paura, da tanto essa è radicata in noi e da tanto essa ci accompagna costantemente e di fatto guida la nostra vita e ci controlla. La paura chiude il cuore e ci impedisce di amare liberamente e di sentire la gioia, che è una qualità essenziale dell’essere.
Come iniziare?
Il primo passo è fare una telefonata e prendere un appuntamento per il primo incontro per conoscersi e valutare la problematica che si desidera affrontare.
Poi in genere propongo un ciclo di tre incontri e/o qualche seminario esperienziale di approfondimento: in pratica si crea insieme un percorso ad hoc, secondo quello che è necessario.
A volte questo basta per riprendere a camminare per conto proprio.
Altre volte c’è un seguito, che può durare qualche tempo.