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Chi siamo


     Il carcere è un argomento che si presta ad essere considerato da diverse angolazioni: c’è chi ne parla dal punto di vista delle persone detenute, c’è chi ne parla dal punto di vista degli operatori, c’è chi ne parla cavalcando l’onda delle polemiche del momento, c’è chi non ne parla per nulla pur avendo il compito istituzionale di farlo.
 
     Dal carcere, che per definizione è un luogo chiuso e protetto, escono ed entrano parecchie informazioni. Non è vero che si parla poco di carcere, semmai è un argomento che forse è trattato in modo parziale e frammentario, la maggior parte delle volte dando risalto a notizie estreme (in positivo o in negativo), e questo genera confusione, che genera pregiudizi ed alla fine si corre il rischio di creare “disinformazione” anche se spinti dalle migliori intenzioni.
 
     Esiste, infatti, un indubbio scollamento tra quello che percepisce la maggior parte delle persone e quello che realmente è “l’Istituzione carcere”; non è un caso che la stessa parola carcere, pur essendo la più utilizzata, in realtà non esiste nelle Leggi della nostra Repubblica che parlano invece di misure restrittive della libertà personale, Istituti penitenziari, etc.
 
     Chi con il carcere ha un contatto diretto per lavoro, per volontariato, per misure restrittive imposte dalla Legge, vive questa contraddizione quotidianamente. E’ una contraddizione che danneggia sia chi in carcere è costretto a viverci, sia chi in carcere ci lavora, ma soprattutto danneggia chi con il carcere pensa di non aver nulla a che fare: la maggioranza dei cittadini.
 
     Per questo, tra alcuni addetti a vario titolo nel settore penitenziario, abbiamo fondato l’Associazione Pianeta Carcere che ha l’ambizioso obiettivo di raccogliere tutte le informazioni sul carcere cercando di proporle in un modo comprensibile a tutti anche a chi con il carcere non ha nulla a che fare. La nostra speranza è che questo contribuisca a far comprendere alla società che il carcere non può essere ignorato da nessuno.
 
     L’articolo 27 della Costituzione impone anche che le pene “... devono tendere alla rieducazione del condannato”, ma è un dato di fatto che questo è un principio costituzionale ampiamente disatteso. Non importa che tu sia una persona detenuta, un poliziotto, un educatore, uno psicologo, un magistrato o un avvocato o un cittadino: è un tuo dovere che quell’articolo sia messo in pratica.
 
     Abbiamo creato l’Associazione Pianeta Carcere e il sito web www.pianetacarcere.it per:

  • condividere le esperienze e le conoscenze del personale, delle altre Associazioni, delle Amministrazioni pubbliche, del volontariato;


  • migliorare le condizioni lavorative del personale impiegato e le condizioni di vita in carcere delle persone detenute;


  • fornire un’informazione di base per far comprendere a tutti i vari aspetti storici, giuridici ed amministrativi del pianeta carcere;


  • contribuire a favorire il reinserimento delle persone detenute.
     Se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui, potreste fare un altro passo e valutare l’ipotesi di aderire al nostro progetto: per esempio fornendoci materiale in vostro possesso che riguardi a vario titolo il pianeta carcere (foto, ricerche, tesi di laurea), oppure segnalandoci associazioni o persone che operano nello stesso ambito, o ancora contattandoci per collaborare direttamente con noi dell’Associazione Pianeta Carcere. Pubblicheremo le vostre risorse sul nostro sito web, ovviamente citando la fonte e gli eventuali diritti di proprietà.
 
     Se avete un’idea da proporre o un progetto già avviato, siamo pronti a pubblicizzare le vostre iniziative o a svilupparne di nuove insieme con voi, mettendo a disposizione la nostra piattaforma tecnologica e le nostre esperienze/conoscenze.
 
     A presto!

   
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Home Page: Articolo del 11/07/2010 (letto 90 volte)

Toscana: 73 detenuti su 100 con problemi di salute

Toscana: 73 detenuti su 100 con problemi di salute
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È una popolazione “scassata” e piena di malattie quella che abita le carceri toscane. 73 detenuti su 100 hanno problemi di salute. All’interno delle celle la percentuale dei sieropositivi è dell’1,4, cioè mille volte superiore a quella del mondo libero. Il tasso dei suicidi o dei tentativi di autolesionismo è fra il 4 e il 10 per cento, fuori di uno su 10mila. Bastano questi numeri per misurare rischi, fragilità e infelicità di un luogo.

Basta aggiungere che a Sollicciano in questi giorni è stata superata di nuovo la quota di mille detenuti e che le donne sono oltre 115: “Un sovraffollamento insopportabile” denuncia il Garante per i diritti dei detenuti Franco Corleone. L’Ars Toscana, l’agenzia regionale di sanità ha presentato il rapporto di salute dei detenuti toscani: 3.000 casi esaminati (su un totale di 4.169), un anno di lavoro e adesso la prima analisi che emerge dai dati in fase di elaborazione. È la prima volta che in Italia si realizza uno studio epidemiologico di questo genere.

Secondo questa ricerca inoltre il 44% dei detenuti ha ammesso di fare uso di droghe (43% cocaina, il 41% eroina). È quanto emerge da “Lo stato di salute dei detenuti toscani”, durato circa un anno e realizzato da Ars Toscana, agenzia regionale di sanità. Il “campione” è stato esaminato dai medici nei 19 istituti della Toscana per un anno a partire dal 15 giugno 2009: è composto nel 95,5% dei casi da uomini e ha un’età media di 37,8 anni. Il 52,8% proviene dall’Italia, il 20,7% dall’Africa del nord, il 18,2% dall’Europa dell’est.

Dalla ricerca risulta che le maggiori malattie presenti sono i disturbi di natura psichica (33,2%) e che la principale patologia psichica (12,7%) è il disturbo mentale da dipendenza da sostanze. Tra le malattie infettive il primo posto è occupato dall’epatite da virus C (9,1%), ma preoccupano i casi i relativi all’infezione da Hiv (1,4%): “Siamo davanti a una situazione grave - spiega Fabio Voeller del settore Epidemiologia dell’Ars - per esempio, ci preoccupa l’alta percentuale di epatite C, o il fatto che ci siano procedure che si inceppano perché mancano agenti, per portare un detenuto a fare degli esami in ospedale”. Un dato in controtendenza rispetto alla media della popolazione “libera” è il consumo di alcol: 36% i bevitori tra i detenuti, il 72% “fuori”, mentre per il fumo è l’esatto contrario: tabagista il 70% dei detenuti contro il 23,2% di quelli fuori.

repubblica

 



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