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Sigarette elettroniche nelle carceri: in due anni distribuite pių di mille nei penitenziari francesi  

23/08/2018 


Mille sigarette elettroniche in meno di due anni sono state distribuite nelle carceri francesi per ridurre il fumo. In particolare, l'esperimento, riuscito, ha avuto inizio nelle due prigioni di Caen, in Normandia, dove è stato riscontrato un consumo eccessivo di tabacco: l'80% dei detenuti fuma. E, non basta. Nel 2017 un detenuto di un istituto penitenziario di Caen è riuscito a far condannare lo Stato francese per fumo passivo perché costretto a condividere la cella per 245 giorni con fumatori.

Pensare di vietare il fumo nelle carceri francesi è impossibile, come invece è avvenuto in Canada e Australia. Dunque, per ridurre i rischi del tabagismo in prigione una soluzione inedita è arrivata dall'accordo siglato fra l'ospedale universitario di Caen e l'associazione La Vape du Coeur che cerca di spingere i fumatori più incalliti verso le sigarette elettroniche, le e-cigarette. Ai prigionieri delle due carceri di Caen ne sono state distribuite 200, come ha riportato Le Figaro.

Il progetto risale al 2017 e ha goduto di un finanziamento pubblico di 50 mila euro equivalenti a mille sigarette elettroniche validate per l'uso in carcere. Fra le altre cose, per esempio, devono essere ricaricabili con una chiavetta Usb perché il filo elettrico potrebbe essere utilizzato per altri scopi, pericolosi. Da marzo, professionisti della salute hanno elargito consulenze ai detenuti e al personale penitenziario sull'utilizzo delle sigarette elettroniche: 150 persone dei due istituti carcerari hanno scelto l'e-cigarette. Positivi, dunque, i risultati della sperimentazione che, nelle intenzioni dei promotori, va oltre la riduzione del tabagismo attivo e passivo in prigione e punta anche a limitare i problemi di mancanza che sono tra le cause di aggressività e di violenza fra i detenuti.

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