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La Corte Costituzionale entrerÓ nelle carceri per parlare con i detenuti: si inizia il 4 ottobre  

20/09/2018 


La Costituzione "appartiene a tutti", anche a chi è detenuto e impone che la detenzione non sia senza regole. E la Costituzione e la Corte costituzionale "non conoscono muri e non si fermano davanti alle porte del carcere". E' questo il significato del progetto "Viaggio in Italia: la Corte costituzionale nelle carceri", che partirà il 4 ottobre nel carcere romano di Rebibbia-Nuovo complesso.

Per esporre l'iniziativa - i cui contenuti verranno illustrati mercoledì 26 settembre alle ore 14,30, nella sala conferenze del Palazzo della Consulta - il presidente della Consulta, Giorgio Lattanzi ha chiesto udienza al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ne ha pienamente condiviso contenuti, spirito e finalità. Nel corso dell'incontro, che si è svolto stamane al Quirinale, Lattanzi ha illustrato al Capo dello Stato i contenuti e le finalità del progetto, che, come per il "Viaggio in Italia nelle scuole", risponde anzitutto all'esigenza della Corte di incontrare fisicamente alcune realtà sociali del Paese per diffondere la conoscenza della Costituzione e farne condividere i valori, allo scopo di costruire una solida "cultura costituzionale". Con la scelta del carcere, la Corte vuole testimoniare che la Costituzione "appartiene a tutti", anche a chi è detenuto, con i doveri e le relative responsabilità ma anche con i diritti e le relative tutele.

Garantendone i diritti, la Costituzione impone che la detenzione non sia senza regole - rimessa esclusivamente alla discrezionalità dell'Amministrazione penitenziaria - e che le regole, a loro volta, non siano in contrasto con la Costituzione. La Costituzione e la Corte costituzionale, quindi, non conoscono muri e non si fermano davanti alle porte del carcere.

Pur con le limitazioni connaturate alla detenzione, costituiscono una garanzia di legalità per tutti i detenuti, che siano cittadini o stranieri, immigrati regolari o irregolari. La Costituzione è una "legge suprema", uno scudo nei confronti dei poteri dello Stato, che neppure il legislatore con le sue mutevoli maggioranze può violare.

La Corte costituzionale ha il compito di farla rispettare e di risolvere gli eventuali conflitti tra i diversi poteri dello Stato, in modo che ciascuno di essi possa svolgere senza impedimenti o limitazioni le proprie funzioni. Infine il Presidente Lattanzi ha ricordato le varie iniziative assunte dalla Corte e l'impegno di ciascun giudice per diffondere la cultura della Costituzione, nella convinzione che sono le Carte e le Corti costituzionali, insieme con i giudici comuni, che ci difendono dai vecchi fantasmi che hanno ripreso ad agitarsi in Europa e a mettere in discussione le regole della democrazia, della libertà e dell'eguaglianza, e i diritti fondamentali che le accompagnano. Il presidente della Repubblica Mattarella ha pienamente condiviso i contenuti, lo spirito e le finalità di questa "significativa iniziativa della Corte costituzionale".

ANSA