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Detenuti al lavoro per parchi e strade: arriva il fondo per il rimborso spese. Intervista a Gherardo Colombo  

13/02/2019 


La Cassa delle Ammende, ente del Dipartimento amministrazione penitenziaria, assegnerà alle carceri un fondo per un rimborso spese di poche centinaia di euro ai detenuti, per favorirne la partecipazione ai lavori di pubblica utilità.

L'ampiezza del fondo, che dovrebbe ammontare a tre milioni, un terzo dei quali per Roma, dipenderà da quanti detenuti aderiranno ai lavori. E sarà gestito tramite il Dap, che erogherà i soldi alle carceri; niente fondi a pioggia alle coop come accadeva con Mafia Capitale. A dirigere la Cassa delle Ammende è Gherardo Colombo, ex giudice del pool di Mani Pulite.

La rieducazione è l'obiettivo a cui si tende. Cosa manca?
"Ci sarebbe molto da fare perché la rieducazione diventi parte integrante della pena. Dipende da una serie di circostanze: la carenza di strutture, risorse, spazi, progetti. La causa è anche culturale: esiste una forte tendenza a ritenere che la pena debba essere retribuzione del male con il male e che chi ha commesso un reato debba essere escluso definitivamente dalla comunità. Di conseguenza è difficile che la detenzione in carcere possa recuperare le persone".

Qual è lo scopo dei lavori di pubblica utilità?
"Credo fermamente che debba essere quello di consentire al detenuto di rientrare più facilmente nella comunità, garantendo a quest'ultima sicurezza e al detenuto la possibilità di essere riconosciuto come persona, trovare lavoro, avere rapporti affettivi e via dicendo".

Il fondo favorirà l'adesione dei detenuti ai lavori utili?
"La Cassa ha un cda che stabilisce gli indirizzi dei suoi interventi: tra questi il reinserimento è basilare. I lavori di pubblica utilità possono contribuire a reinserire nel tessuto sociale i detenuti se, oltre a riabituarli ad una vita di relazione fuori dal carcere, offrono la possibilità di formarsi. La formazione deve essere certificata, in modo che costituisca titolo per cercare e trovare un lavoro: attraverso i lavori di pubblica utili i detenuti devono poter diventare giardinieri, riparatori di strade, assistenti qualificati".

Poi servirebbe trovarlo il lavoro...
"È essenziale che chi svolge un lavoro di pubblica utilità si trovi davanti una prospettiva. Che, nel campo del lavoro, è l'assunzione. È necessario che si faccia il possibile perché i detenuti che svolgono funzioni sociali possano trovare lavoro una volta usciti dal carcere".

Ora sarà il Dap ad assegnare i fondi e non le cooperative. È l'effetto indotto da Mafia Capitale?
"È necessario che le risorse vadano a chi è capace ed ha voglia di utilizzarle in modo appropriato. Competenza e correttezza sono le caratteristiche essenziali che deve avere il destinatario dei finanziamenti".

Coop e imprese entreranno in campo quando la sindaca farà gli appalti con la clausola di assumere ex detenuti che hanno partecipato ai lavori utili. Può bastare contro il malaffare?
"Il bando di gara aiuta quando a sua volta ha un contenuto corretto, prevede una procedura appropriata, insomma non consente favoritismi. Personalmente sono anche convinto che tutto ciò non sia sufficiente se non sono previsti ed eseguiti controlli di sostanza. È sempre necessario verificare se ciò che è stato promesso è stato effettivamente eseguito".

La Repubblica